Parte il progetto Nanobiotech

Questo programma di Ricerca e Sviluppo Sperimentale è strutturato su percorsi convergenti che interessano un ventaglio molto ampio di competenze tecnico-scientifiche che hanno come denominatore comune la Scienza dei materiali.

Le tecnologie di sviluppo e scoperta di nuovi materiali e le loro specifiche applicazioni sono diventate un elemento prioritario di competitività e crescita.

Il Programma di ricerca e sviluppo è articolato in due progetti che accomunano un patrimonio di conoscenze, distribuite tra i ricercatori ed i tecnologi delle università dei vari enti di ricerca e delle imprese, operanti sull’area romana.

Le tematiche tecnico–scientifiche tenderanno allo sviluppo di processi e di strumentazione per creare un laboratorio di sintesi, analisi e caratterizzazione di nuovi materiali, sia biologici che inorganici.

La struttura del laboratorio sarà realizzata,in collaborazione con l’istituto IMEM del CNR, presso la sede del Consorzio Hypatia ubicata all’interno del Parco Scientifico dell’università di Roma Tor Vergata.

L’idea progettuale consiste nella realizzazione e validazione di un innovativo sistema integrato per la diagnosi precoce nel settore oncologico.

Nell’ambito della ricerca sul cancro lo sviluppo e la messa a punto di tests non invasivi in grado di diagnosticare precocemente la presenza del tumore, di formulare una prognosi accurata e di fornire indicazioni sulla scelta terapeutica più adeguata è di fondamentale importanza.

Concentrazioni anomale nei fluidi biologici di alcune proteine spesso segnalano la presenza di diversi tipi di tumore. I metodi attualmente usati permettono di rilevare concentrazioni di proteine solo al di sopra di una soglia critica laddove la malattia è spesso già in uno stato avanzato.

L’utilizzo di biosensori ad effetto SERS, molto sensibili, permetterà la rivelazione precoce di marcatori proteici specifici presenti a concentrazioni estremamente basse, consentendo così di formulare una prognosi accurata.

Il nanobiosensore da sviluppare prevede l’utilizzo di oligonucleotidi sintetici: gli aptameri . Essi sono acidi nucleici artificiali aventi la proprietà di legarsi ad una molecola o ad una proteina. Hanno quindi le caratteristiche di legame degli anticorpi monoclonali e consentono di sfruttare pienamente il loro potenziale diagnostico/prognostico e la loro efficacia nel modulare la terapia farmacologica.

Riassumendo in estrema sintesi le “milestones” del progetto:

1) l’utilizzo di oligonucleotidi capaci di simulare le caratteristiche di legame degli anticorpi monoclonali (cosidetti aptameri)

2) immobilizzazione degli aptameri su superfici solide nanostrutturate (Biochip) integrati in celle microfluidiche e utilizzo di metodiche spettroscopiche Raman avanzate basate sull’effetto SERS (Surface Enhanced Raman Scattering) che grazie alla loro elevata sensibilità e risoluzione spettrale permettera’ di rivelare marcatori specifici presenti a concentrazioni estremamente basse.

nanobiotech